Cancellazione del programma AP d'Italiano
Dibattito e proposte sulla recente cancellazione del Programma AP d'Italiano
A CURA DELLA REDAZIONE "B.E.G.U.S."
La recente cancellazione del programma AP da parte del College Board (vedi "letter from the College Board") ci ha lasciato con l'amaro in bocca.
Cosa si può fare per rimediare a questa situazione incresciosa?
La situazione attuale richiede di arginare tre grossi rischi
Comprendo bene lo stato di disagio che stai provando ed il disappunto conseguente alla sospensione dell’AP Italian. Purtroppo l’avventura dell’AP Italian è cominciata male ed è finita peggio. Certamente questa vicenda avrà ripercussioni sui docenti, sui corsi di italiano, sugli studenti e sulle famiglie e non aiuta certo il lavoro di chi cerca di promuovere la lingua italiana. Detto questo, però, la situazione attuale richiede di arginare tre grossi rischi: 1. il fatto che si ingeneri la confusione che negli USA la promozione della lingua italiana coincida con i corsi e l’esame AP Italian (e gli articoli di stampa di questi giorni hanno tutti contribuito ad alimentare questa confusione); 2. l’attribuzione del fallimento della battaglia per l’AP unicamente all’Amministrazione italiana presente negli USA (quando invece è stata istituita una fondazione americana proprio per svincolarsi da condizionamenti governativi); 3. l’insorgenza di spaccature e conflitti nella comunità italiana e italoamericana. Ci sono vari elementi di analisi e di riflessione, che spero emergano con più evidenza, non appena passerà l’emozione cocente della delusione. Magari ne parliamo meglio appena ci incontriamo. Nel frattempo, però, mi premeva darti un riscontro solidale, per come è possibile, ed invitarti anche a pensare che forse le vere difficoltà iniziano adesso. Perché lasciare intendere che la questione sarà risolta nel giro di poco tempo (un anno o poco più), a mio avviso, non aiuta a movimentare energie, ma dà alla gente l’idea che si è trattato di un incidente di percorso, facilmente risolvibile. Prendiamo atto, ma non arrendiamoci. La differenza tra noi e i fautori di quello che è accaduto è che noi ci crediamo davvero in quello che facciamo. Per cui abbiamo più chances...
Vorrei far notare che la cessazione del corso AP Italian Language and Culture nelle scuole superiori nordamericane e’ una sconfitta collettiva e speriamo temporanea ma pur sempre una sconfitta.
Mi fa un po’ sorridere il consiglio del Collage Board di continuare i corsi d’italiano avanzato con la sigla CL, se penso a quanto la mia preside che, appena ieri, ha detto al mio supervisor parlando del prossimo anno scolastico e di Ap Italian: “ one less program to worry about!”.
Per quanto riguarda, poi, il test SAT di lingua straniera: si ha un’idea di quanti studenti lo hanno fatto o lo facciano? I numeri sono irrisori e credo che il College Board proponendolo come alternativa si stia solo facendo della cattiva pubblicita’.
Vorrei altresi’ mettere in rilievo che la preside della scuola LaGuardia, dove attualmente lavoro, non ha esitato un momento a offire il corso di AP Italiano 4 anni fa, ma in questo momento economico i dipartimenti di lingue straniere sono quelli che si possono piu’ fácilmente ridimensionare, per una serie di motivi di cui siete sicuramente a conoscenza e con cui non vi staro’ ora a tediare. Se si perdono degli insegnamenti si perdono anche degli insegnanti e questo secondo il mio punto di vista rappresenta una sconfitta.
Credo che la situazione della mia scuola non rappresenti un caso unico, basta chiedere a qualsiasi insegnante o supervisor di qulasiasi materia e di qualsiasi high school dello stato di NY o del NJ per rendersi conto di quanto dico.
Bisognerebbe poi chiedere ai genitori e agli studenti in che maniera vengono influenzati nella scelta della lingua straniera quando si giunge alla scuola superiore dove cinese, giapponese, francese e spagnolo che hanno i loro corsi AP. E non e’ certo una vittoria il dato di fatto che italiano manca a questa lista. Per quanto riguarda i numeri confortanti sulla crescita degli studenti d’italiano, si e’ invistigato sulle cause, sono strutturali o sono riferibili a un trend passeggero?
E non sarebbe stato meglio far fruttare questo patrimonio umano cosi’ ingente contribuendo a stabilizzare la nostra lingua all’interno del sistema scolastico (medio e superiore) americano?
Un’altra domanda che mi torna alla mente e’ questa: “aveva il College Board un’ idea sulle reali possibilta’ numeriche degli studenti avrebbero dovuto sotenere l’esame d’italiano? Erano consapevoli che francese e spagnolo hanno una tradizione di decenni?
Forse un monitoraggio congiunto tra il College Board, i vari distretti scolastici, le associazioni e gli uffifci educativi avrebbero fornito dei suggerimenti utili.
Non e’ forse una sconfitta quando si dice che, forse, si dovrebbero offire dei corsi di aggiornamento e di formazione agli insegnanti italiani, quando altre lingue lo fanno proficuamente e puntualmente da decenni (Cervantes, Alliance Francaise, Japan Society e Japan Foundation tanto per essere ripetitivo) lo fanno da anni. Scusate se mi sono dilungato ma il disappunto e il senso di smarrimento (ovviamente passeggeri e transitori) che leggo nei visi e nelle domande degli studenti e nelle telefonate che ricevo dai genitori sono rovinosamente contagiose e portano con se il sapore amaro della sconfitta.